Nel 2025 si è materializzata una delle conseguenze più radicali della Brexit, con la fine dei viaggi con il semplice passaporto tra paesi dell’Unione Europea e Regno Unito. Infatti, il Regno Unito introdurrà l’Electronic Travel Authorisation (ETA). L’Unione Europea, inclusa l’Italia, dovrebbe introdurre l’European Travel Information and Authorisation System (ETIAS) ma pare che ciò non avverrà prima del 2026.
In entrambi i casi, si tratta di visa waiver, molto simili all’ESTA statunitense già in vigore da decenni. In questo articolo analizziamo l’ETA; che è obbligatorio per tutti i visitatori e turisti europei dal 2 aprile 2025.
Per capire più in generale la nuova prassi relativa ai viaggi in UK per turisti, residenti e cittadini, leggete l’articolo dedicato!
ETA (per andare nel Regno Unito)
L’ETA va ottenuto da chi visita il Regno Unito per brevi soggiorni: dunque turisti o visitatori, esattamente coloro che prima dell’introduzione di questo schema potevano venire nel Regno Unito solamente esibendo il passaporto.
A dispetto di quanto riportato erroneamente da moltissime testate, l’ETA non è un visto, né un visto elettronico o simili: è una forma di autorizzazione digitale aggiuntiva, che non sostituisce il visto.
L’ETA è necessario per i cittadini europei a partire dal 2 aprile 2025, con possibilità di presentare domanda dal 5 marzo 2025.
L’ETA non è richiesto a:
- Cittadini britannici, o cittadini irlandesi.
- Persone già in possesso di un visto, status (presettled, settled…), o permesso di residenza per vivere nel Regno Unito.
- Persone residenti in Irlanda la cui nazionalità è tra quelle che non necessitano di visto per visitare il Regno Unito (inclusi italiani e cittadini di paesi dell’Unione Europea).
- Non viene richiesto un ETA in caso di transito aeroportuale “airside” (cioè senza passare ai gates dell’immigrazione) nel Regno Unito. Questa è una novità rispetto a quanto annunciato in origine.
L’ETA è dunque richiesto a:
- Cittadini di paesi dell’Unione Europea che vengono nel Regno Unito come visitatori (dunque per un periodo inferiore a 180 giorni, e senza intenzione di lavorare o intraprendere altre attività per cui serve un visto).
Quanto sopra include tutti i viaggiatori, inclusi neonati e bambini: ciascuno dovrà chiedere e ottenere il proprio ETA associato al proprio documento.
Attenzione! I doppi cittadini non hanno bisogno di un ETA, ma per evitare problemi di fatto dovranno viaggiare con il passaporto associato alla propria nazionalità britannica o irlandese.
Ottenere l’ETA
Attenzione: esistono tantissimi siti non ufficiali che, manipolando l’algoritmo dei motori di ricerca, cercano di ingannare gli utenti fingendo di essere il portale ufficiale degli ETA. Quello che avviene è che, inserendo i propri dati, questi siti fanno domanda al posto vostro facendosi pagare di più – e potrebbero utilizzare i vostri dati anche per scopi meno nobili. Evitate questi siti e affidatevi unicamente al sito e alle app ufficiali. L’ETA costa, dal 9 aprile, £16: non un centesimo di più!
Ottenere un’ETA è estremamente semplice:
- Anzitutto assicurarsi di avere effettivamente bisogno di un’ETA: occorre non essere già residenti nel Regno Unito, e avere intenzione di visitare il Regno Unito come visitatori, dunque per meno di 180 giorni, e non per lavoro. In caso di dubbi consultate il tool del governo britannico: check UK visa.
- Scaricare l’app “UK ETA”, disponibile per Android e iOS (consigliato). In alternativa, è possibile utilizzare il portale web apposito. Quest’ultima opzione è obbligatoria se si fa domanda per conto di terzi.
- Fornire i dati del passaporto, scansionandolo tramite la funzionalità NFC quando e se richiesto.
- Scattare una fotografia con la fotocamera frontale (o caricarne una).
- Sottoporsi a scansione facciale tramite la fotocamera frontale per la verifica dell’identità (se possibile).
- Rispondere ad alcune domande.
- Pagare la tariffa di £16 (fino all’8 aprile 2025 costa invece £10) tramite carta di debito, carta di credito, Apple Pay o Google Pay. Si può pagare anche in altre valute, ma con una piccola fee di conversione: a chi non dispone di una carta in sterline, noi consigliamo di procurarsene una, anche in vista della visita nel Regno Unito.
- Una volta approvato, l’ETA sarà valido per un totale di due anni per più viaggi nel Regno Unito, ma sarà legato al passaporto. Se il passaporto scadesse o venisse rinnovato, andrebbe di nuovo fatta la domanda per l’ETA.
- L’ETA è digitale: non vengono rilasciate autorizzazioni cartacee, e al gate e alla frontiera britannica il documento verrà scansionato per verificare se è associato o meno ad un ETA (o status, o visto).
- Purtroppo al momento l’app è disponibile solo in lingua inglese. Lo stesso vale per il portale online, ma almeno per quello è possibile usare la traduzione integrata nella maggioranza dei browser moderni (tasto destro -> traduci).
Di seguito il video ufficiale che mostra la procedura.
Nella maggioranza dei casi si riceverà risposta in pochi minuti. La guidance menziona una risposta entro tre giorni lavorativi nella stragrande maggioranza dei casi, ma ciò non è garantito: consigliamo quindi, a buon rendere, di fare domanda con largo anticipo rispetto al viaggio. Non esistono procedure per sollecitare il rilascio di un ETA. La guidance menziona che utilizzare l’app garantisce una risposta più rapida.
La guidance afferma che, se la domanda è stata inviata e si è in attesa di una decisione, è comunque possibile mettersi in viaggio verso il Regno Unito. Tuttavia, è prevedibile che in tal caso potrebbero esserci problemi all’imbarco del volo, e che si potrebbe essere sottoposti a controlli più lunghi e approfonditi all’arrivo. Pertanto, raccomandiamo di fare domanda per tempo per semplificare le procedure.
La domanda di ETA può essere rifiutata (rejected) in caso di errori tecnici nella compilazione, nel qual caso si potrà immediatamente ripresentare, oppure respinta (refused): in questo caso non si potrà fare appello e, se si desidera ancora visitare il Regno Unito, bisognerà fare domanda per un visitor visa, con tutti i costi e le tempistiche del caso.
Cosa mi serve per fare domanda tramite il portale web per conto di qualcun altro?
Per fare domanda serve aver scaricato l’app su uno smartphone con funzionalità NFC (lo stesso chip con cui si paga contactless, ad esempio, di cui la maggioranza dei dispositivi moderni è dotata). Va bene anche usare quello di un amico visto che l’app non salva i dati.
- Un’email a cui arriverà un codice di sei cifre per la verifica, e poi l’esito della domanda.
- Il passaporto, che andrà prima fotografato e poi scansionato con il chip NFC.
- La presenza fisica del richiedente, il cui volto sarà prima fotografato e poi scansionato con la fotocamera frontale.
- L’indirizzo di residenza in Italia, dichiarare che lavoro fate, e dichiarare eventuali precedenti penali.
- Una carta di debito, di credito, o Apple Pay o Google Pay. Si può pagare in una valuta a scelta.
Cosa mi serve per fare domanda tramite il portale web per conto di qualcun altro?
Per fare domanda tramite il portale web servono:
- Un’email a cui arriverà un codice di sei cifre per la verifica, e poi l’esito della domanda.
- Una fotografia frontale, in cui si vedano sia volto che spalle, con sfondo neutro e senza occhiali da sole o simili accessori che nascondono il volto. Va benissimo scattarla da se con uno smartphone davanti ad un muro bianco.
- Una fotografia o scansione del passaporto.
- L’indirizzo di residenza in Italia.
- Dichiarare che lavoro fate (per chi ne ha uno).
- Dichiarare eventuali precedenti penali.
- Una carta di debito, di credito, o Apple Pay o Google Pay. Si può pagare in una valuta a scelta.
Non sono necessari invece né un numero di telefono (che si può includere, ma è opzionale), né alcun dettaglio riguardo il viaggio che avete in programma verso il Regno Unito (ma ricordate: tale controllo potrebbe avvenire alla frontiera britannica).

Quando ci abbiamo provato noi, l’ETA è stato approvato in meno di 5 minuti. La procedura è molto semplice e intuitiva, per fortuna, e potrete facilmente fare domanda per conto di parenti o amici che, per qualsiasi motivo, sono impossibilitati a farla da soli.

Ho presettled/settled status. mi serve l’ETA?
No. Chi ha uno status o visto di qualsiasi tipo non è “visitatore” e quindi non è richiesto l’ETA. Viene però richiesto che il documento sia collegato al proprio status. Ciò ha il nome di “eVisa“, ma è solo nuovo lessico per il semplice account digitale UKVI (quello con cui generate share codes). In parole povere, bisogna solo assicurarsi che il documento con cui si viaggia sia collegato al proprio status, registrandolo sul portale. Consigliamo anche di generare e stampare (o portare in pdf) uno share code, in caso di problemi con il sistema digitale.
Si può fare una domanda collettiva/di gruppo?
No. Ogni individuo deve fare la propria domanda, che potrà avere tempi di risposta diversi.
Ho dimenticato di chiedere l’ETA, posso farlo in aeroporto?
L’ETA si chiede online tramite app o portale ufficiale, dunque la risposta è sì. I tempi di risposta quasi sempre brevissimi tra l’altro significano che sicuramente vale la pena tentare. Peraltro, la guidance ufficiale afferma che basta averlo richiesto prima di mettersi in viaggio verso il Regno Unito, anche se è facile immaginare che in questi casi potrebbero esserci disguidi all’imbarco.
In quali casi viene respinta una domanda di ETA?
Al momento, non è noto. La guidance, per fortuna, conferma che “I richiedenti a cui è stato rifiutato il permesso di ingresso in qualsiasi fattispecie diversa da visitatore non dovrebbero vedersi respingere un’ETA sulla base di tale rifiuto“: in altre parole chi ha rifiuti di domande di presettled status o altri visti (diversi da quello da visitatore) non ha motivi di temere, a priori, un respingimento. Va però aggiunto che, tuttavia, non esistono particolari accorgimenti per tutelarsi: in ogni caso è bene fare domanda, rispondere onestamente alle domande, e attendere la risposta.
L’ETA garantisce l’ingresso nel Regno Unito?
La risposta è NO. Questa è una domanda fondamentale che, prevediamo, causerà tantissima confusione. L’ETA è un requisito aggiuntivo che non modifica l’attuale prassi che descriviamo nell’articolo “Visitare il Regno Unito dopo la Brexit“. È ancora possibile essere sottoposti a controlli alla frontiera, e gli ufficiali di frontiera hanno ancora il potere di negare l’ingresso a loro discrezione per una serie di motivi. È dunque bene applicare le medesime accortezze utilizzate fino al 2024, essendo pronti a rispondere a eventuali domande per dimostrare di essere davvero visitatori o turisti. A tal proposito, rimandiamo all’articolo dedicato.
Posso lavorare con l’ETA? Posso chiedere il presettled?
La risposta è NO. L’ETA non è un visto, e non dà alcun diritto di residenza nel Regno Unito. È assolutamente vietato lavorare se si entra nel Regno Unito come visitatori, pertanto non si può lavorare con un ETA. Infine, il presettled status è riservato a chi viveva nel Regno Unito prima del 31/12/2020, e ai loro familiari.
Sono cittadino britannico, se viaggio con il passaporto europeo mi serve un ETA?
Esaminata la guidance e le informazioni fornite da Home Office, riteniamo che per un doppio cittadino che viaggia verso il Regno Unito dal 2 aprile 2025 sarà di fatto obbligatorio esibire il passaporto britannico. Spiegiamo perché: in fase di imbarco del volo (o addirittura di check-in) nel caso di passaporti non britannici la compagnia aerea invierà i dati del documento che il viaggiatore sta utilizzando a Home Office, che invierà un riscontro se risultano visti o ETA legati allo stesso: in caso di risposta negativa, potrebbe essere negato l’imbarco. Poiché un cittadino britannico non ha diritto ad alcuno status di immigrazione (che cessa di valere appena naturalizzati) né ad un ETA, il suo eventuale passaporto europeo non darà riscontri, necessitando di una prova aggiuntiva del suo diritto a viaggiare verso il Regno Unito: ecco spiegato perché per un doppio cittadino riteniamo che sarà di fatto obbligatorio viaggiare con il passaporto UK quando si viaggia verso il Regno Unito.